Farmaci in Emergenza
Avvertenza: in nessun caso si deve superare un dosaggio giornaliero totale di 1,5 mg/kg di peso corporeo.
Non appena si osserva un miglioramento sostanziale, si può proseguire la terapia sostituendo alla somministrazione giornaliera dell'antibiotico quella a giorni alterni se la comparsa di manifestazioni tossiche lo rende necessario.
La durata del trattamento dipende da vari fattori quali l'agente eziologico, la sede anatomica delle lesioni, lo stadio e la gravità dell'infezione e la capacità del paziente di tollerare l'amfotericina B. Il più delle volte, sono opportuni diversi mesi di terapia; un periodo più breve di trattamento può produrre una risposta inadeguata e può dar luogo a ricadute.
Il trattamento delle micosi profonde può durare da 6 a 12 settimane o più.
Fungizone (amfotericina B) deve essere somministrato mediante fleboclisilenta entro un periodo di tempo compreso approssimativamente fra le 2 e le 6 ore (in base alla dose somministrata), con le abituali precauzioni osservate per la terapia endovenosa. La concentrazione consigliata per la fleboclisi è di 0,1 mg/ml (1 mg/10 ml).
Quando il farmaco è somministrato per via parenterale a livelli posologici terapeutici, si osservano con frequenza reazioni collaterali indesiderabili.Alcune di queste reazioni sono potenzialmente pericolose. Pertanto, l'amfotericina B deve essere usata per via parenterale soltanto in pazienti ospedalizzati o sotto stretta sorveglianza clinica, limitando il suo impiego a quei casi in cui sia stata stabilita, preferibilmente mediante coltura positiva o esame istologico, una diagnosi di infezione micotica ingravescente e potenzialmente grave rispondente al trattamento con questo antibiotico.
I corticosteroidi non devono essere somministrati concomitantemente all'amfotericina B salvo che non siano necessari per dominare le reazioni al farmaco. Poiché in pazienti sottoposti a trattamento con antibiotici od ipriti azotate insorgono talvolta infezioni fungine a localizzazione profonda, è opportuno non usarli in associazione all'amfotericina B ove ciò possa essere evitato.
Durante la terapia occorre effettuare almeno una volta alla settimana le analisi delle urine e le determinazioni del tasso ematico dell'azoto ureico. Se quest'ultimo supera i 40 mg/100 ml, la somministrazione dell'amfotericina B deve, se possibile, essere sospesa fino a che il valore non ritorni nei limiti vicini alla norma (in genere 1 o 2 settimane). Secondo alcuni clinici, la velocità di clearance della creatinina sierica consente una migliore valutazione della funzionalità renale.
In corso di terapia parenterale, sono anche consigliabili emogrammi e determinazioni del potassio sierico eseguiti settimanalmente.
Nel caso in cui la somministrazione del farmaco venga sospesa per un periodo di tempo superiore a 7 giorni, la terapia va reinstaurata iniziando con la dose minima, vale a dire 0,25 mg/kg di peso corporeo e aumentandola poi gradualmente fino a raggiungimento del dosaggio ottimale, secondo le modalità descritte sotto il titolo "Posologia e modo di somministrazione".
L'infusione endovenosa rapida, inferiore ad 1 ora, soprattutto in pazienti con insufficienza renale, è stata associata ad ipercalemia ed aritmia e perciò dovrà essere evitata.
È stata riportata leucoencefalopatia conseguente alla somministrazione di amfotericina B in pazienti sottoposti ad irradiazione corporea totale.
Tenere fuori dalla portata dei bambini .
altri prodotti nefrotossici: per es. cisplatino, pentamidina, aminoglicosidi e ciclosporine, possono favorire un aumento della tossicità renale. Per questo motivo andranno usati in associazione con Fungizone con cautela.
Corticosteroidi e corticotropina (ACTH) possono aumentare l'ipokalemia indotta dall'amfotericina B;
agenti i cui effetti o la cui tossicità sono aumentati dall'ipokalemia: per es. glicosidi digitalici, rilassanti muscolo-scheletrici ed antiaritmici;
flucitosina: l'uso combinato con amfotericina B può aumentare la tossicità della flucitosina incrementando il suo uptake cellulare e/o compromettendo la sua escrezione renale;
trasfusioni leucocitarie: sebbene non osservato in tutti gli studi, sono state riportate reazioni polmonari acute in pazienti ai quali era stata somministrata amfotericina B durante o subito dopo trasfusioni leucocitarie. Per questo motivo è consigliabile separare quanto possibile queste infusioni e monitorare la funzionalità polmonare.
Non è noto se l'amfotericina B sia escreta nel latte materno.
Gli effetti indesiderati che si riscontrano più frequentemente con la terapia endovenosa sono: febbre, accompagnata talvolta da brividi, cefalea, anoressia, nausea, vomito, malessere e perdita di peso. Possono anche manifestarsi dolori muscolari e/o articolari. Alcuni pazienti lamentano dispepsia o dolori epigastrici di tipo spastico, e può essere presente diarrea. In qualche rara occasione si è verificata melena o gastroenterite emorragica. È di comune riscontro dolore nella sede dell'iniezione e fatti di flebite o tromboflebite insorgono di frequente. Altri e diversi effetti indesiderati osservati, seppure raramente, sono: anuria (oliguria), tossicità cardiovascolare aritmie comprese, fibrillazione ventricolare, arresto cardiaco, reazioni ipo- e ipertensive, alterazioni della coagulazione, trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi, eosinofilia, leucocitosi, melena o gastroenterite emorragica, rash maculo papuloso, diminuzione udito, ronzii auricolari, vertigine transitoria, visione offuscata o diplopia, neuropatia periferica, convulsioni ed altre manifestazioni neurologiche, encefalopatia (vedi "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso"), prurito, insufficienza epatica acuta, iperazotemia, reazioni anafilattoidi.
Febbre, nausea, vomito, cefalea e malessere scompaiono talvolta col prosieguo della terapia. I fenomeni reattivi, se particolarmente fastidiosi, possono essere minimizzati modificando la velocità di infusione, somministrando contemporaneamente eparina (per diminuire la frequenza di fatti tromboflebitici), somministrando un antipiretico come l'aspirina e/o un antistaminico prima e contemporaneamente all'amfotericina B, praticando la somministrazione del farmaco a giorni alterni e, qualche volta, iniettando un corticosteroide per via intramuscolare prima dell'infusione di amfotericina B o in concomitanza ad essa.
Sono stati somministrati paracetamolo o petidina cloridrato in alcuni pazienti per diminuire la durata o l'intensità dei brividi e della febbre a seguito di terapia con amfotericina B. Se durante la fleboclisi si verifica una reazione grave, la somministrazione del farmaco deve essere interrotta per circa 15 minuti onde consentire al paziente di riprendersi. Ove la reazione torni a manifestarsi, la terapia dovrà essere ricominciata il giorno successivo ad un dosaggio più basso. Non è infrequente, durante una terapia prolungata, un'anemia normocitica normocromica che talvolta rende necessarie trasfusioni di sangue. In qualche rara occasione sono stati osservati trombocitopenia e fenomeni di epatotossicità.
Spesso si è riscontrata ipopotassiemia con o senza concomitante disfunzione renale. In tale evenienza, sarà opportuno ricorrere alla somministrazione di quote integrative di potassio per via orale o parenterale.
L'evidenza di un'alterata funzionalità renale si rileva pressoché di norma attraverso reperti come un aumento del tasso ematico dell'azoto ureico, un aumento del tasso sierico di creatinina, una diminuzione della velocità di clearance della creatinina del siero, una diminuzione dell'escrezione di fenolsulfonftaleina, un peso specifico delle urine costantemente basso. Il danno renale, è spesso accompagnato dalla comparsa di cilindri granulosi e jalini e, talvolta, da microematuria. La disfunzione renale è di norma reversibile con l'interruzione della terapia, ma in pazienti trattati con dosaggi elevati per prolungati periodi di tempo è stato osservato un danno renale di natura grave e permanente, rilevando che tale possibilità aumenta quando il dosaggio totale supera i 5 g.
La terapia combinata con diuretici può provocare insufficienza renale mentre l'integrazione di sodio può ridurre l'incidenza di nefrotossicità.
In caso di sovradosaggio, interrompere la terapia, monitorizzare il quadro clinico dei pazienti (per. es.: funzioni cardio-respiratoria, renale ed epatica, quadro ematologico, equilibrio elettrolitico) ed instaurare le opportune misure di intervento.
L'amfotericina B non è emodializzabile. Prima di iniziare nuovamente la terapia con amfotericina B iniettabile, la condizione dei pazienti dovrà essere stabilizzata (inclusa la correzione dello squilibrio elettrolitico, ecc.).
Per la somministrazione mediante fleboclisi, la polvere secca deve essere sciolta secondo le istruzioni più avanti riportate.
L'amfotericina B è prodotta da un ceppo di Streptomyces nodosus.
Poiché l'amfotericina B cristallina è insolubile in mezzi acquosi, l'antibiotico è stato reso "solubile" preparando una miscela di amfotericina B-sodio desossicolato dalla quale risulta una dispersione colloidale adatta per la somministrazione parenterale.
Rispetto agli altri antimicotici per uso umano attualmente disponibili, Fungizone (amfotericina B) è efficace nei confronti di una più ampia varietà di infezioni da funghi e da lieviti, specie nelle forme con localizzazione profonda, ed è attivo anche contro taluni protozoi. L'antibiotico è inattivo verso i batteri.
In seguito alla somministrazione per fleboclisi, l'amfotericina B è lentamente escreta attraverso l'emuntorio renale e concentrazioni ematiche dimostrabili persistono per almeno 18 ore dopo che la fleboclisi è stata interrotta.
Allestire una prima concentrazione di 5 mg di amfotericina B per ml aggiungendo alla polvere secca contenuta nel flacone 10 ml di acqua distillata sterile apiretogenasenza agenti batteriostatici e agitando il flacone fino ad ottenere una soluzione limpida.
Per ottenere la soluzione da impiegarsi per la fleboclisi, la cui concentrazione è di 0,1 mg di amfotericina B per ml, si diluisce ulteriormente la prima soluzione con soluzione di destrosio al 5%di pH superiore a 4,2 . Il pH di ogni contenitore di soluzione di destrosio dovrà essere controllato prima dell'uso. Le soluzioni di destrosio commerciali hanno di norma un pH superiore a 4,2; se tuttavia, fosse inferiore, occorrerà aggiungere alla soluzione di destrosio 1 o 2 ml di tampone prima di impiegarla per diluire la soluzione concentrata di amfotericina B. Il tampone che si consiglia ha la seguente composizione: sodio fosfato bibasico (anidro) 1,59 g, sodio fosfato monobasico (anidro) 0,96 g; acqua distillata sterile apiretogena q.b. a 100 ml.
Prima di aggiungerlo alla soluzione di destrosio, il tampone dovrà essere sterilizzato mediante filtrazione attraverso un materiale filtrante che sia in grado di trattenere i microrganismi oppure mediante passaggio in autoclave alla temperatura di 121 °C per 30 minuti.
Avvertenza: poiché nessun preservante o agente batteriostatico è presente nell'antibiotico o nei materiali impiegati per prepararlo per la somministrazione, tutte le operazioni per l'allestimento della soluzione per la fleboclisi devono essere effettuate in rigorosa asepsi. Usare un ago sterile per il prelievo e l'introduzione dei diluenti nel flacone. Non ricostituire la soluzione con soluzioni saline. L'impiego di diluenti diversi da quelli consigliati e la presenza di un agente batteriostatico (ad es. alcool benzilico) nel diluente può causare precipitazione dell'antibiotico. Non usare la concentrazione iniziale o la soluzione per la fleboclisi se nell'una o nell'altra vi sia evidenza di precipitazione o materiale estraneo.
Via del Murillo, km 2.800 - 04010 Sermoneta (LT)
Vietata la vendita al pubblico.