ZESTRIL
Zestril 5 mg compresse Ogni compressa contiene:
Principio attivo:
lisinopril diidrato 5,445 mg (equivalente a lisinopril anidro 5 mg) Zestril 20 mg compresse Ogni compressa contiene:
Principio attivo:
lisinopril diidrato 21,78 mg (equivalente a lisinopril anidro 20 mg) Per gli eccipienti vedere sezione 6.1
Compresse.
Ipertensione arteriosa sistemica.
Scompenso cardiaco.
Alte dosi di Zestril riducono il rischio combinato di mortalit� e di ospedalizzazione (vedere sezione.
Trattamento
dei pazienti con infarto miocardico
acuto (entro 24 ore) emodinamicamente
stabili, volto a prevenire la disfunzione del ventricolo sinistro o l�insufficienza
cardiaca ed almiglioramento
della sopravvivenza, in associazione
con altre misure
terapeutiche quando appropriate. Complicazioni
renali e retiniche
da diabete mellito: in pazienti
ipertesi
affetti da diabete
mellito non-insulino dipendente con
micro-albuminuria
Zestril riduce il tasso di escrezione urinaria di albumina.
Zestril riduce il rischio di
retinopatia in pazienti
normotesi
affetti da diabete
mellito insulino-dipendente. 04.2 Posologia e modo di somministrazione
- Dato che l'assorbimento
di Zestril in compresse non � influenzato dal cibo, le compresse
possono essere somministrate prima,
durante o dopo i pasti.
Zestril deve essere somministrato
in una dose singola giornaliera. Come
per tutti gli altri farmaci
somministrati una volta al giorno,
Zestril deve essere assunto ogni
giorno circa alla stessa ora. Ipertensione
essenziale: nei pazienti con
ipertensione essenziale
la dose iniziale usuale
raccomandata � 10
mg.
Il dosaggio usuale di
mantenimento
� 20 mg somministrato
in una singola dose giornaliera.
Il
dosaggio deve essere aggiustato secondo la risposta pressoria.
Qualora l'effetto
terapeutico nei pazienti ipertesi non venga
ottenuto nell'arco di 2-4 settimane
ad un determinatodosaggio, la dose pu� essere ulteriormente
aumentata.
La massima
dose impiegata negli
studi clinici controllati, a lungo termine
� stata di 80
mg/die.
Una dose iniziale pi�
bassa (2,5 - 5 mg) � richiestain presenza di compromissione
renale, nei pazienti in cui la terapia diuretica non pu� essere sospesa, in pazienti che
sono volume e/o sodio depleti per qualsiasi
motivo ed in pazienti con
ipertensione renovascolare. Pazienti
in trattamento diuretico: si
pu� avere ipotensione sintomatica
in seguito all'inizio della terapia
con Zestril; ci� � pi� probabile che si
verifichi
in pazienti che
sono al
momento
trattati
con diuretici.
Dunque, si raccomanda cautela, dato che questi pazienti possono essere volume e/o
sodio depleti.
Il diuretico deve essere sospeso 2-3 giorni prima
di iniziare la terapia con Zestril
(vedere sezione 4-4).
Nei pazienti
ipertesi in cui il diuretico non pu� essere
sospeso, la terapia con Zestrildeve essere iniziata con una dose di 5
mg.
Il successivo dosaggio di Zestril
deve essere aggiustato in base alla risposta pressoria.
Se necessario, la
terapia diuretica pu� essere ripresa. Aggiustamenti
posologici nell'insufficienza
renale: il dosaggio nei
pazienti con compromissione
renale deve basarsi sulla clear:
Clearance
della creatinina (ml/min) |
Dose iniziale (mg/die) |
< 10
ml/min |
2,5
mg* |
(inclusi
i pazienti dializzati) |
|
10 - 30
ml/min |
2,5 - 5
mg |
31 - 70
ml/min |
5 - 10
mg |
*Il dosaggio e/o la frequenza della somministrazione
devono essere aggiustati a seconda dellarisposta pressoria.Il dosaggio pu� essere aumentato finch� la pressione arteriosa
non sia controllata o fino ad un massimo di 40 mg/die. Insufficienza cardiaca congestizia:
in pazienti non adeguatamente controllati dal
trattamento
con diuretici e/o digitale, Zestril pu� essere somministrato alla dose
iniziale di 2,5 mg una volta algiorno. Per ridurre
il rischio combinato
di
mortalit�
e di ospedalizzazione Zestril
deve essere
somministrato
alla dose
massima
tollerata dal
paziente,
fino ad un massimo
di 35 mg una volta al giorno;
l�aggiustamento della dose deve
essere effettuato con incrementi
non superiori a 10 mg e adintervalli
non inferiori
a 2 settimane. L'aggiustamento
della dose deve essere basato sulla risposta
clinica individuale
del paziente. Nei pazienti
a rischio elevato di ipotensione sintomatica, es.
pazienti con deplezione salina con osenza iponatriemia,
pazienti con ipovolemia
o pazienti che vengono trattati con
alte dosi di diuretici, queste condizioni debbono essere corrette, se possibile,
prima della terapia con Zestril.
L'effetto
del dosaggio iniziale di Zestril sulla
pressione arteriosa deve essere
attentamente
monitorato. Infarto acuto
del miocardio: il trattamento
con Zestril pu� essere iniziato entro
24 ore dall�insorgenza dei sintomi.
Zestril deve essere
somministrato
alla dose iniziale di 5 mg, seguita da un�altra dose di 5
mg dopo 24 ore, di 10 dopo 48 ore e
proseguita alla dose di 10 mg in
monosomministrazione per l�intero periodo di
trattamento.
Ai pazienti con valori di pressione arteriosa sistolica �120 mmHg all�inizio
del trattamento o durante i primi
3 giorni successivi all�infarto
dovr� essere somministrata una dose
di 2,5 mg (vedere sezione 4-4). Qualora si verificasse ipotensione
(pressione arteriosa sistolica �100
mmHg) potr� essere somministrata una dose giornaliera di
mantenimento
di 5 mg che, se necessario,
potr� essere ridotta temporaneamente
a 2,5 mg.
Qualora si verificasse ipotensione prolungata (pressione arteriosasistolica
<90 mmHg per pi� di 1 ora) la somministrazione
di Zestril
dovr� essere interrotta. Il trattamento
con Zestril dovrebbe prolungarsi per un periodo di 6 settimane.
I pazienti con sintomidi insufficienza cardiaca dovranno
continuare l�assunzione di Zestril
oltre tale periodo (vederePosologia e modo di somministrazione -
Insufficienza cardiaca congestizia). L�utilizzo di Zestril � appropriato
anche in quei pazienti che ricevono
un trattamento
con nitrati. Complicazioni
renali e retiniche da diabete mellito:
nei
pazienti normotesi
affetti
da diabete mellito insulino-dipendente
la dose
giornaliera
di Zestril � 10 mg 1 volta
al giorno e pu�
essere incrementata, se necessario,
fino a 20 mg una volta al giorno per raggiungere
una pressione diastolica
in posizione seduta
<75 mmHg.
Nei pazienti ipertesi
affetti
da diabete non-insulino-dipendente la posologia prevista � la stessa riportata sopra per raggiungere
una pressione diastolicain posizione seduta <90 mmHg. Bambini:
non
� stata stabilita la sicurezza e l'efficacia
di Zestril nei bambini. Anziani:
negli studi clinici non si
sono verificate variazioni correlate
all'et� per quanto riguarda l'efficacia
o il profilo di sicurezza del farmaco.
Tuttavia, quando l'et�
avanzata � associata ad una diminuzione
della funzione renale, seguire le indicazioni
che si trovano
nella sezione
4-2 per determinare la dose iniziale
di Zestril.
In seguito, il dosaggio
deve essere aggiustato secondo la
risposta pressoria.
Zestril � controindicato nei pazienti che sono ipersensibili al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, in quelli che presentano una storia di angioedema correlato ad un precedente trattamento con un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina e nei pazienti con angioedema ereditario o idiopatico.
Zestril � controindicato inoltre in gravidanza e durante l'allattamento (vedere sezione 4.6) ed in et� pediatrica.
Ipotensione sintomatica:
raramente � stata riscontrata ipotensione in pazienti con ipertensione non complicata.
Nei pazienti ipertesi in trattamento con Zestril, l'ipotensione � pi� probabile che si verifichi nel paziente con ridotta volemia ad es.
per terapia diuretica, restrizione salina nella dieta, dialisi, diarrea o vomito (vedere sezione 4.5 e sezione 4.8).
Ipotensione sintomatica � stata osservata in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, in presenza o meno di insufficienza renale associata.
Ci� � pi� probabile che si verifichi in quei pazienti con gradi pi� severi di insufficienza cardiaca, come rispecchiato dall'uso di dosi elevate di diuretici dell'ansa, dall'iponatriemia o da compromissione renale funzionale.
Nei pazienti con aumentato rischio di ipotensione sintomatica l'inizio della terapia e l'aggiustamento della dose devono essere monitorati sotto sorveglianza medica molto stretta.
Analoghe considerazioni si applicano a pazienti con cardiopatia o vasculopatia cerebrale in cui una eccessiva caduta della pressione arteriosa potrebbe provocare un infarto miocardico o un evento cerebrovascolare.
Se si verifica un'ipotensione, porre il paziente in posizione supina e, se necessario, somministrare un'infusione endovenosa di soluzione fisiologica.
Una risposta ipotensiva transitoria non rappresenta una controindicazione ad ulteriori dosi, che di solito possono essere somministrate senza difficolt�, una volta che la pressione arteriosa � aumentata dopo espansione della volemia.
Come altri vasodilatatori Zestril deve essere somministrato con cautela nei pazienti affetti da stenosi aortica o cardiomiopatia ipertrofica.
In alcuni pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia con pressione arteriosa normale o bassa, con Zestril pu� verificarsi un ulteriore abbassamento della pressione arteriosa sistemica.
Questo effetto � previsto e non costituisce di solito una ragione per sospendere il trattamento.
Se l'ipotensione diviene sintomatica, pu� essere necessaria una riduzione del dosaggio o l'interruzione di Zestril.
Ipotensione nell�infarto acuto del miocardio:
il trattamento con lisinopril non deve essere iniziato in pazienti con infarto acuto del miocardio a rischio di ulteriore deterioramento delle condizioni emodinamiche quali i pazienti che presentano valori di pressione arteriosa sistolica �100 mmHg o con shock cardiogenico.
Durante i primi 3 giorni successivi all�infarto, la dose dovrebbe essere ridotta se la pressione arteriosa sistolica risulta essere �120 mmHg.
La dose di mantenimento dovrebbe essere ridotta a 5 mg o, temporaneamente, a 2,5 mg se la pressione arteriosa sistolica presenta valori �100 mmHg.
Qualora l�ipotensione persistesse (pressione arteriosa sistolica
<90 mmHg per pi� di 1 ora) Zestril dovr� essere interrotto.
Compromissione della funzione renale:
in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, un'ipotensione che segua l'inizio della terapia con inibitori dell'ACE pu� portare ad un'ulteriore compromissione della funzione renale.
In una tale situazione � stata riferita insufficienza renale acuta, di solito reversibile.
In alcuni pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria renale in monorene, trattati con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, sono stati riportati aumenti dell'azotemia e della creatinina sierica di solito reversibili dopo interruzione della terapia.
Ci� � pi� probabile che si verifichi in pazienti con insufficienza renale.
La contemporanea presenza di ipertensione renovascolare comporta un maggior rischio di ipotensione severa e insufficienza renale.
In questi pazienti il trattamento va iniziato sotto stretta sorveglianza medica, a basse dosi accuratamente individuate per ogni singolo paziente.
Poich� il trattamento con diuretici pu� contribuire all'instaurarsi di quanto sopra descritto, la somministrazione di diuretici deve essere interrotta e la funzione renale deve essere monitorata durante le prime settimane di terapia con Zestril.
In alcuni pazienti ipertesi senza una manifesta e preesistente patologia renale si sono verificati aumenti, di solito lievi e transitori, dell'azotemia e della creatinina sierica specialmente quando Zestril veniva somministrato in concomitanza ad un diuretico.
Ci� � pi� probabile che accada in pazienti con preesistente compromissione renale.
Pu� essere necessario ridurre il dosaggio e/o sospendere il diuretico e/o Zestril.
Nell�infarto acuto del miocardio, il trattamento con lisinopril non dovr� essere iniziato nei pazienti con evidenza di disfunzione renale, definita come concentrazione sierica di creatinina
>177 micromoli/l - 2,00 mg/dl - e/o proteinuria >500 mg/24h.
Se si sviluppa insufficienza renale durante il trattamento con Zestril (concentrazione sierica di creatinina
>265 micromoli/l - 2,99 mg/dl - o raddoppio rispetto al valore pre-trattamento) il medico dovr� prendere in considerazione la possibilit� di interrompere il trattamento.
Pazienti emodializzati:
in pazienti sottoposti ad alcuni tipi di emodialisi (es.
con membrana ad alto flusso AN69) e in concomitante trattamento con ACE inibitori sono state segnalate reazioni anafilattoidi.
Per questi pazienti dovr� essere preso in considerazione l'utilizzo di tipi di membrane per dialisi diverse o classi di agenti antiipertensivi diverse.
Ipersensibilit�/angioedema:
angioedema del viso, delle estremit�, delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe, � stato raramente riscontrato in pazienti trattati con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, incluso Zestril.
In tali casi, la somministrazione di Zestril, deve essere prontamente sospesa e si deve istituire un appropriato monitoraggio per assicurarsi della completa remissione dei sintomi prima di dimettere il paziente.
I casi in cui l'edema era limitato al viso ed alle labbra, si sono risolti senza trattamento, sebbene gli antistaminici siano stati utili nel sollievo dei sintomi.
Angioedema associato ad edema della laringe e/o shock pu� essere fatale.
Qualora siano interessate la lingua, la glottide o la laringe, il che pu� provocare ostruzione delle vie aeree, deve essere prontamente somministrata un'appropriata terapia di emergenza; questa pu� comportare la somministrazione di adrenalina e/o il mantenimento della perviet� delle vie aeree.
Il paziente deve essere posto sotto stretta sorveglianza medica fino a completa risoluzione dei sintomi.
Gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina causano angioedema con maggior frequenza nei pazienti di razza nera rispetto ai pazienti non di razza nera.
Pazienti con storia di angioedema non correlato a terapia con ACE-inibitori possono essere a rischio aumentato di angioedema durante assunzione di un ACE-inibitore (vedere anche sezione 4.3).
Razza:
Gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina causano angioedema con maggior frequenza nei pazienti di razza nera rispetto ai pazienti non di razza nera.
Desensibilizzazione:
pazienti che ricevevano ACE-inibitori durante un trattamento desensibilizzante (es.
hymenoptera venom) hanno manifestato reazioni anafilattoidi prolungate.
Negli stessi pazienti queste reazioni sono state evitate quando l'ACE inibitore era stato temporaneamente sospeso, ma sono ricomparse dopo che il farmaco era stato inavvertitamente risomministrato.
Tosse:
con l'uso di ACE-inibitori e' stata riportata tosse.
Questa e' caratteristicamente non produttiva, persistente e si risolve con l'interruzione della terapia.
La tosse indotta dagli ACE- inibitori deve essere presa in considerazione nella diagnosi differenziale di tosse.
Chirurgia/anestesia:
in pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore o durante anestesia con agenti che causano ipotensione, Zestril pu� bloccare la formazione di angiotensina II secondaria alla liberazione compensatoria di renina.
Se compare ipotensione ed essa � ritenuta effetto di questo meccanismo pu� essere corretta mediante espansione della volemia.
Neutropenia e agranulocitosi:
con altri inibitori dell�enzima di conversione sono state segnalate agranulocitosi ed altrre alterazioni della crasi ematica pi� frequentemente in soggetti con compromissione renale specie se accompagnata da una collagenopatia.
I dati disponibili non consentono di dimostrare se il lisinorpil comporti o meno lo stesso rischio.
Tenere il medicinale fuori dalla portata dei bambini.
Diuretici:
quando un diuretico � aggiunto alla terapia di un paziente che assume lisinopril, ne viene generalmente potenziato l'effetto antiipertensivo.
Quando il lisinopril viene somministrato a pazienti gi� in trattamento con diuretici, specie quelli in cui la terapia diuretica � stata istituita di recente, si pu� verificare occasionalmente un'eccessiva riduzione della pressione arteriosa.
La possibilit� di una ipotensione sintomatica con il lisinopril pu� essere minimizzata interrompendo la somministrazione del diuretico prima di iniziare il trattamento con lisinopril (vedere sezione 4.4 e sezione 4.2).
Altri agenti antiipertensivi:
come prevedibile, si pu� verificare un'ulteriore riduzione della pressione arteriosa.
Ipoglicemizzanti orali e insulina:
la somministrazione contemporanea di ACE inibitori e farmaci antidiabetici (ipoglicemizzanti orali o insulina) pu� causare un aumento dell'effetto ipoglicemizzante di questi ultimi, con maggiore rischio di ipoglicemia, soprattutto durante le prime settimane di trattamento combinato ed in pazienti con funzionalit� renale compromessa.
Altri farmaci:
indometacina pu� diminuire l'efficacia antiipertensiva del lisinopril somministrato contemporaneamente.
In alcuni pazienti con funzionalit� renale compromessa trattati con antiinfiammatori non steroidei (FANS) la somministrazione contemporanea di lisinopril pu� determinare un ulteriore deterioramento della funzionalit� renale.
Lisinopril � stato usato in concomitanza di nitrati senza evidenziare interazioni negative clinicamente significative.
Come con altri farmaci che eliminano sodio, l'eliminazione del litio pu� essere ridotta.
Pertanto i livelli sierici del litio debbono essere attentamente monitorati se si debbono somministrare sali di litio.
Sebbene negli studi clinici il potassio sierico sia rimasto di solito entro i limiti della norma, in alcuni casi e' stata osservata iperpotassiemia.
I fattori di rischio per lo sviluppo di iperpotassiemia includono l'insufficienza renale, il diabete mellito, e l'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio (spironolattone, triamterene o amiloride) o di integratori di potassio, o sostituti del sale contenenti potassio.
L'impiego di integratori di potassio, di diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio pu� portare a significativi aumenti del potassio sierico soprattutto in pazienti con funzione renale compromessa.
Se l'uso concomitante di Zestril e di qualsiasi dei summenzionati farmaci � giudicato appropriato, essi devono essere impiegati con cautela e con frequenti controlli del potassio sierico.
Se Zestril � somministrato con un diuretico disperdente potassio, l'ipopotassiemia diuretico-indotta pu� essere migliorata.
Il farmaco � controindicato in gravidanza e durante l'allattamento.
Qualora si accerti una gravidanza in atto, la somministrazione di lisinopril deve essere interrotta appena possibile a meno che non sia considerata un trattamento salvavita per la madre.
Gli ACE inibitori possono causare morbilit� e mortalit� fetale e neonatale se somministrati a donne durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza.
L�uso di ACE-inibitori durante tale periodo � stato associato a danno fetale e neonatale comprendente ipotensione, insufficienza renale, iperpotassiemia e/o ipoplasia cranica del neonato.
Si � verificata oligodramniosi materna, che presumibilmente rappresenta una diminuita funzione renale a carico del feto e che pu� dare luogo a contrattura degli arti, deformazioni cranio-facciali e sviluppo polmonare ipoplastico.
Queste reazioni avverse per l�embrione ed il feto non sembrano aver luogo da esposizione agli ACE inibitori limitata al primo trimestre.
Se lisinopril viene usato durante la gravidanza, le pazienti devono essere informate dei potenziali rischi per il feto.
In quei rari casi in cui l�uso durante la gravidanza sia ritenuto essenziale, devono essere effettuate ecografie seriate per verificare le condizioni intra-amniotiche.
Nel caso in cui si riscontri oligodramniosi, lisinopril deve essere sospeso a meno che non venga considerato salvavita per la madre.
Medici e pazienti debbono essere consci tuttavia che l �oligodramniosi pu� anche risultare evidente solo dopo che si � instaurato un danno irreversibile per il feto.
I neonati le cui madri hanno assunto lisinopril, devono essere strettamente osservati per ci� che riguarda ipotensione, oliguria ed iperkaliemia.
Lisinopril, che attraversa la placenta, � stato rimosso dal circolo neonatale per mezzo di dialisi intraperitoneale con qualche beneficio clinico e teoricamente pu� essere rimosso tramite plasmaferesi.
Non ci sono particolari precauzioni.
Tuttavia leggere la sezione 4.8.
Negli studi clinici controllati � stato riscontrato che Zestril � generalmente ben tollerato.
Nella maggior parte dei casi gli effetti indesiderati sono stati di natura lieve e transitoria.
In studi controllati i pi� frequenti effetti clinici indesiderati di Zestril sono stati:
cefalea, capogiri, nausea, diarrea, tosse, faticabilit�.
Altri effetti presentatisi meno frequentemente, negli studi clinici controllati, sono stati:
effetti ortostatici (inclusa l'ipotensione), rash cutanei, astenia.
Nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia alte dosi di Zestril possono favorire la comparsa di sintomi correlati all�ipotensione (senso di instabilit�, lipotimia) e di alterazioni biochimiche correlate al deterioramento della funzione renale (iperpotassemia ed aumento della creatinina serica), come atteso con la terapia con ACE-inibitori.
Ipersensibilit�/angioedema:
raramente � stato riportato edema angioneurotico del viso, delle estremit�, delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe (vedere sezione 4.4).
In casi molto rari, � stato segnalato angioedema intestinale.
Effetti collaterali che si sono verificati raramente, durante gli studi clinici controllati o dopo l'entrata in commercio del farmaco, sono stati:
cardiovascolari - infarto miocardico o evento cerebrovascolare, che e' possibile siano secondari ad un'eccessiva ipotensione in pazienti a rischio elevato (vedere sezione 4.4), palpitazioni, tachicardia; gastrointestinali - dolore addominale e indigestione, secchezza delle fauci, epatite (epatocellulare o colestatica), ittero, pancreatite, vomito; sistema nervoso - confusione mentale, alterazioni dell'umore, parestesie, vertigini.
Come con altri ACE inibitori, sono stati riportati alterazioni del gusto e disturbi del sonno.
respiratori - broncospasmo, rinite, sinusite; cutanei - alopecia, diaforesi, prurito, orticaria, psoriasi e sono state osservate gravi alterazioni cutanee incluso pemfigo, necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson ed eritema multiforme; urogenitali - impotenza, oliguria/anuria, insufficienza renale acuta, disfunzione renale, uremia.
E' stato riportato un quadro sintomatologico che pu� includere uno o pi� dei seguenti sintomi:
febbre, vasculite, mialgia, artralgia/artrite, positivit� per anticorpi antinucleo, elevata velocit� di eritrosedimentazione, eosinofilia e leucocitosi, rash, fotosensibilit� o altre manifestazioni dermatologiche.
Parametri clinici e di laboratorio:
con la somministrazione di Zestril raramente sono state associate variazioni clinicamente importanti dei parametri standard di laboratorio.
Sono stati osservati aumenti dell'azotemia e della creatinina sierica, degli enzimi epatici e della bilirubina sierica di solito reversibili dopo la sospensione di Zestril.
E' stata osservata depressione midollare, manifestatasi come anemia e/o trombocitopenia e/o leucopenia.
Raramente � stata riportata agranulocitosi sebbene non sia stata stabilita una relazione causale; raramente � stata riportata anemia emolitica.
Si sono avute lievi diminuzioni dell'emoglobina e dell'ematocrito, raramente di importanza clinica.
E' stata riportata iperpotassiemia e iponatriemia.
I sintomi da sovradosaggio possono includere ipotensione alterazioni elettrolitiche e insufficienza renale.
Dopo ingestione di una overdose il paziente deve essere tenuto sotto sorveglianza medica molto stretta.
Le misure terapeutiche dovranno essere instaurate in funzione della natura e della severit� dei sintomi.
Devono essere messe in atto misure per prevenire l'assorbimento e metodi per accelerare l'eliminazione.
In caso di ipotensione severa il paziente deve essere posto in posizione da shock e deve essere somministrata rapidamente soluzione fisiologica per infusione endovenosa.
Deve essere anche preso in considerazione il trattamento con angiontensina II (se disponibile).
Gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina possono essere rimossi dalla circolazione con emodialisi.
Evitare l'impiego di membrane da dialisi in poliacrilonitrile ad alto flusso.
Gli elettroliti sierici e la creatinina vanno monitorati frequentemente.
Categoria farmacoterapeutica:
ACE-inibitore (inibitore dell�enzima di conversione dell�angiotensina), non associato.
Codice ATC:
C09AA03 Lisinopril � un inibitore della peptidil dipeptidasi.
Il farmaco inibisce l'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE) che catalizza la conversione dell'angiotensina I nel peptide vasocostrittore angiotensina II.
L'angiotensina II stimola anche la secrezione di aldosterone da parte della corteccia surrenalica.
L'inibizione dell'ACE d� luogo a una riduzione delle concentrazioni di angiotensina II con conseguente diminuzione di attivit� vasopressoria e riduzione della secrezione di aldosterone.
Quest'ultima riduzione pu� causare un innalzamento della concentrazione del potassio sierico.
Bench� il meccanismo attraverso cui il lisinopril riduce la pressione arteriosa sembra essere soprattutto la soppressione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, lisinopril risulta essere efficace anche nei pazienti con ipertensione a bassa renina.
L'ACE � identico alla chinasi II, un enzima che degrada la bradichinina; Rimane ancora da chiarire se un aumento dei livelli di bradichinina, un potente vasodilatatore, abbia un ruolo nell�effetto terapeutico di lisinopril.
In pazienti ipertesi con microalbuminuria e NIDDM il lisinopril ha dimostrato di ridurre il tasso di escrezione urinaria di albumina in misura maggiore rispetto alla nifedipina.
Nei pazienti non ipertesi con IDDM si � notata invece una riduzione della progressione della retinopatia diabetica, in quanto la progressione della retinopatia oltre ai due livelli considerati patologici si � dimostrata in due pazienti (1%) trattati con lisinopril e in 11 (7%) trattati con placebo (p= 0,03).
L�effetto di Zestril sulla mortalit� e sulla morbilit� nell�insufficienza cardiaca congestizia � stato studiato confrontando alte dosi (32.5 mg o 35 mg una volta al giorno) e basse dosi (2.5 mg o 5 mg una volta al giorno).
In uno studio condotto in 3164 pazienti, con un follow-up mediano, per i pazienti sopravvissuti, di 46 mesi, alte dosi di Zestril confrontate alle basse dosi, hanno comportato una riduzione del rischio del 12% nell�endpoint combinato di mortalit� per tutte le cause e di ospedalizzazione per tutte le cause (p=0.002) ed una riduzione del rischio dell�8% nella mortalit� per tutte le cause e nell�ospedalizzazione per cause cardiovascolari (p=0.036).
Sono state inoltre osservate riduzioni del rischio di mortalit� per tutte le cause (8%; p=0.128) e di mortalit� cardiovascolare (10%; p=0.073).
In una analisi a posteriori, il numero di ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca si � ridotto del 24% (p=0.002) nei pazienti trattati con alte dosi di Zestril, rispetto alle basse dosi.
I benefici nei confronti della sintomatologia sono stati simili nei pazienti trattati con alte e basse dosi di Zestril.
I risultati dello studio hanno dimostrato che il profilo generale degli eventi avversi nei pazienti trattati con alte o basse dosi di Zestril � simile per natura e per numero.
Gli eventi correlabili alla terapia con ACE inibitori, come ipotensione o alterazione della funzione renale, sono risultati gestibili e raramente hanno portato all�interruzione del trattamento.
La tosse � stata meno frequente nei pazienti trattati con alte dosi di Zestril, rispetto alle basse dosi.
L�enzima di conversione dell�angiotensina � notoriamente presente nell�endotelio ed un aumento della sua attivit� nei pazienti diabetici d� luogo alla formazione di angiotensina II e alla distruzione di bradichinina, potenziando il danno all�endotelio causato dall�iperglicemia.
Gli ACE inibitori, incluso il lisinopril, inibiscono la formazione di angiotensina II e la caduta della bradichinina e quindi migliorano la disfunzione endoteliale.
L�effetto del lisinopril sulla velocit� dell�escrezione urinaria di albumina e sulla progressione della retinopatia nei pazienti diabetici � mediata da una riduzione della pressione arteriosa come pure da un diretto meccanismo sui tessuti renali e retinici.
Dopo somministrazione orale di lisinopril il picco delle concentrazioni plasmatiche si osserva entro circa 7 ore, con un lieve ritardo nel raggiungimento delle concentrazioni sieriche nei pazienti con infarto acuto del miocardio.
Dopo dosi multiple, lisinopril mostra un� emivita di accumulo di 12,6 ore.
La riduzione delle concentrazioni sieriche mostra una fase terminale prolungata che non contribuisce all'accumulo del farmaco.
Questa fase terminale probabilmente rappresenta il legame saturabile a livello dell'ACE e non � proporzionale alla dose.
Lisinopril non sembra essere legato ad altre proteine plasmatiche.
Una funzione renale alterata riduce l'eliminazione del lisinopril, che viene escreto attraverso i reni, ma tale riduzione diventa clinicamente importante solo se la velocit� di filtrazione glomerulare �
<30 ml/min.
I pazienti anziani hanno sia livelli ematici che valori di AUC pi� elevati di pazienti giovani.
Lisinopril pu� essere rimosso tramite dialisi.
Sulla base del recupero urinario, il grado di assorbimento del lisinopril � di circa il 25%, con una variabilit� interpaziente (6.60%) a tutte le dosi testate (5.80 mg).
Lisinopril non viene metabolizzato e il farmaco assorbito viene escreto completamente immodificato nelle urine.
L'assorbimento di lisinopril non viene influenzato dalla presenza di cibo nel tratto gastrointestinale.
Studi sui ratti indicano che lisinopril attraversa in scarsa quantit� la barriera ematoencefalica.
La sicurezza del lisinopril � stata studiata esaurientemente negli animali da laboratorio.
La DL50 orale di lisinopril era superiore ai 20 g/kg in topi e ratti.
Sembra che la tossicit� del lisinopril in ratti e cani sia correlata principalmente ad una esasperazione degli effetti farmacologici.
C'era un ampio divario tra la dose terapeutica per l'uomo e le dosi tossiche per gli animali.
Non sono stati evidenziati effetti oncogenici quando lisinopril � stato somministrato per 105 settimane a ratti maschi e femmine a dosaggi fino a 90 mg/kg/die (circa 110 volte la dose massima giornaliera per l'uomo).
Lisinopril non si � dimostrato teratogeno nel topo trattato con dosi fino a 1.000 mg/kg/die (1.250 volte la dose massima giornaliera per l'uomo) dal 6� al 15� giorno di gestazione.
Non si � verificata fetotossicit� o teratogenicit� in ratti trattati con dosi fino a 300 mg/kg/die di lisinopril (375 volte la dose massima giornaliera per l'uomo) dal 6�al 17� giorno di gestazione.
Mannitolo, calcio fosfato dibasico diidrato, amido di mais, amido pregelatinizzato, magnesio stearato, ferro ossido rosso.
Non sono note incompatibilit� con altri farmaci.
Zestril 5 mg:
4 anni Zestril 20 mg:
4 anni
Conservare a temperatura non superiore a 30�C
Le compresse sono contenute in blister in PVC ed alluminio.
Zestril 5 mg:
confezione di 14 compresse Zestril 20 mg:
confezione di 14 compresse
Non � richiesta alcuna precauzione speciale.
AstraZeneca S.p.A.
Palazzo Volta, Via F.
Sforza - Basiglio (MI)
Zestril 5 mg compresse � 14 compresse:
A.I.C.
n.
026834010 Zestril 20 mg compresse � 14 compresse:
A.I.C.
n.
026834022
ND
16/08/89.01/06/00
05 febbraio 2004
Ultimo aggiornamento: 15/12/2008.
|
Prontuariofarmaci. - Copyright � 2000-2012 - Anibaldi.it@Network -
Tutti i diritti riservati.
[http://www.carloanibaldi.com/terapia/schede/summary.htm]
|