Lansoprazolo Ranbaxy
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INDICE

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

 

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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -Inizio Pagina

LANSOPRAZOLO RANBAXY


02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - Inizio Pagina

Ogni capsula gastroresistente contiene 15 mg o 30 mg di lansoprazolo.

Le capsule contengono inoltre saccarosio (zucchero). La capsula da 15 mg ne contiene circa 59,2 mg (74% di 80 mg). La capsula da 30 mg ne contiene circa 118,4 mg (74% di 160 mg).

Le capsule da 30 mg contengono anche azorubina (E122) in quantità di circa 0,71 mg (0,444% di 160 mg)

Per la lista completa degli eccipienti vedere sezione 6.1.


03.0 FORMA FARMACEUTICA - Inizio Pagina

Capsula rigida, gastroresistente.

Le capsule da 15 mg sono gialle di gelatina rigida, misura 3, con impresso “L15” su entrambe le metà della capsula.

Le capsule da 30 mg sono rosso porpora/blu di gelatina rigida, misura 1, con impresso “L30” su entrambe le metà della capsula.

Le capsule contengono granuli bianco-biancastri con rivestimento gastroresistente.


04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - Inizio Pagina

04.1 Indicazioni terapeutiche - Inizio Pagina

Trattamento dell’ulcera duodenale e gastrica;

Trattamento della esofagite da reflusso;

Profilassi dell’esofagite da reflusso;

Sindrome di Zollinger-Ellison;

Trattamento delle ulcere gastriche e duodenali benigne associate all’uso di FANS in pazienti che richiedono un trattamento cronico con FANS;

Profilassi delle ulcere gastriche e duodenali associate ai FANS in pazienti a rischio (vedere sezione 4.2) che richiedono terapia continua;

Malattia sintomatica da reflusso gastro-esofageo.



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04.2 Posologia e modo di somministrazione - Inizio Pagina

Somministrazione:

Le capsule vanno ingerite intere con liquidi. Le capsule possono essere svuotate ma il contenuto non deve essere masticato o polverizzato. La contemporanea assunzione di cibo rallenta e riduce l’assorbimento di lansoprazolo. Il farmaco deve essere assunto a stomaco vuoto almeno un ora prima del cibo.

Per un effetto ottimale, Lansoprazolo Ranbaxy deve essere preso una volta al giorno al mattino, eccetto che nell’eradicazione dell’H pylori quando il trattamento deve avvenire due volte al giorno, una al mattino ed una alla sera. Lansoprazolo Ranbaxy deve essere preso almeno un’ora prima del cibo (vedere sezione 5.2). Le capsule devono essere ingerite intere con liquidi.

Per i pazienti che hanno difficoltà ad inghiottire; gli studi e la pratica clinica suggeriscono che le capsule possono essere aperte ed i granuli mischiati con una piccola quantità di acqua, succo di mela o pomodoro o dispersi in una piccola quantità di cibo morbido (ad es.: yogurt, purea di mele) per facilitarne la somministrazione.

Le capsule possono anche essere aperte ed i granuli miscelati con 40 ml di succo di mela per la somministrazione con il sondino naso-gastrico (vedere sezione 5.2). Dopo la preparazione della sospensione o della miscela, il farmaco deve essere somministrato immediatamente.

Trattamento dell’ulcera duodenale:

La dose raccomandata è di 30 mg una volta al giorno per 2 settimane.

Nei pazienti non completamente guariti in questo intervallo di tempo, il trattamento deve essere proseguito alla stessa dose per altre 2 settimane.

Trattamento dell’ulcera gastrica:

La dose raccomandata è di 30 mg una volta al giorno per 4 settimane.

Di solito l’ulcera guarisce entro 4 settimane, ma nei pazienti non completamente guariti in questo intervallo di tempo, il trattamento deve essere proseguito alla stessa dose per altre 4 settimane.

Trattamento dell’esofagite da reflusso:

La dose raccomandata è di 30 mg una volta al giorno per 4 settimane.

Nei pazienti non completamente guariti in questo intervallo di tempo, il trattamento può essere proseguito alla stessa dose per altre 4 settimane.

Profilassi dell’esofagite da reflusso:

15 mg una volta al giorno. Se necessario la dose può essere aumentata fino a 30 mg/die.

Sindrome di Zollinger-Ellison:

La dose iniziale raccomandata è di 60 mg una volta al giorno. La dose deve essere aggiustata individualmente ed il trattamento deve essere proseguito fino a quando è necessario. Sono state usate dosi giornaliere fino a 180 mg. Se la dose giornaliera richiesta supera i 120 mg, essa deve essere somministrata in due dosi divise.

Trattamento delle ulcere gastriche e duodenali benigne associate all’uso dei FANS in pazienti che richiedono un trattamento cronico con FANS:

30 mg una volta al giorno per 4 settimane. Nei pazienti non completamente guariti la terapia può continuare per altre 4 settimane. Nei pazienti a rischio o con ulcere di difficile cicatrizzazione si deve probabilmente usare un trattamento più prolungato e/o a dosi più elevate.

Profilassi delle ulcere gastriche e duodenali associate ai FANS in pazienti a rischio (per esempio > 65 anni o con anamnesi di ulcera gastrica o duodenale) che richiedono terapia prolungata con FANS.

15 mg una volta al giorno. Se il trattamento non ha successo si deve usare la dose di 30 mg una volta al giorno.

Malattia sintomatica da reflusso gastro-esofageo:

La dose raccomandata è di 15 mg o 30 mg al giorno. Il sollievo dai sintomi si ottiene rapidamente. Deve essere considerato l’aggiustamento individuale della dose. Se i sintomi non scompaiono in 4 settimane con una dose di 30 mg/die, si raccomandano ulteriori esami.

Bambini:

L’uso del Lansoprazolo Ranbaxy non è raccomandato nei bambini, poiché i dati clinici sono limitati (vedere anche sezione 5.2).

Anziani:

A causa della ridotta clearance del lansoprazolo negli anziani, può essere necessario un aggiustamento della dose sulla base delle necessità individuali. Negli anziani non si deve superare la dose giornaliera di 30 mg, a meno che non vi siano indicazioni cliniche che lo richiedano.

Compromissione della funzionalità epatica o renale:

Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale non è necessario un aggiustamento della dose.

I pazienti con malattie epatiche moderate o gravi devono essere tenuti sotto regolare supervisione e si raccomanda una riduzione del 50% della dose giornaliera (vedere sezioni 4.4 e 5.2).


04.3 Controindicazioni - Inizio Pagina

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Il lansoprazolo non deve essere somministrato assieme all’atazanavir (vedere sezione 4.5).


04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - Inizio Pagina

Come con le altre terapie anti-ulcera, prima di iniziare il trattamento dell’ulcera gastrica con lansoprazolo, deve essere esclusa la possibilità di un tumore gastrico maligno, poiché il lansoprazolo può mascherarne i sintomi e ritardarne la diagnosi.

Nei pazienti che soffrono di ulcere gastro-duodenali, deve essere considerata la possibilità di un’infezione da H. pylori come fattore eziologico.

Il lansoprazolo deve essere usato con cautela in pazienti con gravi disfunzioni epatiche (vedere sezioni 4.2 e 5.2).

Il lansoprazolo ha un meccanismo d’azione simile all’omeprazolo ed entrambi aumentano il pH gastrico e le seguenti affermazioni vengono fatte per analogia con l’omeprazolo. La diminuzione dell’acidità gastrica dovuta al lansoprazolo aumenta la conta gastrica dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con lansoprazolo può portare a un lieve aumento del rischio di infezioni gastrointestinali come quelle da Salmonella e Campylobacter.

A causa dei limitati dati di sicurezza per i pazienti in terapia di mantenimento per oltre un anno, in questi pazienti si devono regolarmente effettuare una opportuna revisione del trattamento ed una approfondita valutazione del rapporto rischio/beneficio.

Molto raramente sono stati riportati casi di colite in pazienti che prendevano lansoprazolo. Pertanto, in caso di diarrea grave e/o persistente, deve essere considerata l’interruzione della terapia.

Il trattamento per la prevenzione delle ulcere peptiche di pazienti che necessitano di trattamento continuo con FANS deve essere limitato ai pazienti con grave rischio (ad es.: precedenti di sanguinamento gastrointestinale, perforazione o ulcera, età avanzata, uso concomitante di farmaci noti per aumentare la possibilità di eventi avversi al tratto gastrointestinale superiore (ad es.: corticosteroidi o anticoagulanti), presenza di gravi fattori di co-morbidità o uso prolungato delle dosi massime raccomandate di FANS).

I pazienti che hanno rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento del glucosio-galattosio o insufficienza della sucrasi-isomaltasi, non devono assumere questo medicinale.

Le capsule da 30 mg contengono anche l’eccipiente azorubina (E122): questa sostanza può causare reazioni allergiche.


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04.5 Interazioni - Inizio Pagina

Effetti del lansoprazolo sugli altri farmaci :

Medicinali con assorbimento dipendente dal pH:

Il lansoprazolo può interferire con l’assorbimento di farmaci in cui il pH gastrico è di importanza critica per la biodisponibilità.

Atazanavir:

Uno studio ha mostrato che la co-somministrazione di lansoprazolo (60 mg una volta al giorno) con atazanavir 400 mg a volontari sani ha causato una sostanziale riduzione dell’esposizione all’atazanavir (riduzione di circa il 90% dell’AUC e della Cmax). Il lansoprazolo non deve essere somministrato con l’atazanavir (vedere sezione 4.3).

Digossina:

La co-somministrazione di lansoprazolo e digossina può portare ad un aumento dei livelli plasmatici della digossina. Pertanto i livelli plasmatici della digossina devono essere monitorati e se necessario la dose di digossina deve essere aggiustata all’inizio ed alla fine del trattamento con lansoprazolo.

Ketoconazolo ed itraconazolo:

L’assorbimento del ketoconazolo e dell’itraconazolo dal tratto gastrointestinale viene aumentato dalla presenza dell’acido gastrico. La somministrazione del lansoprazolo può determinare concentrazioni sub-terapeutiche del ketoconazolo e dell’itraconazolo e l’associazione deve essere evitata.

Medicinali metabolizzati dal P450:

Il lansoprazolo può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei farmaci che sono metabolizzati dal CYP3A4. Si raccomanda cautela quando si associano lansoprazolo con farmaci che vengono metabolizzati da questo enzima e hanno una ristretta finestra terapeutica.

Teofillina:

Il lansoprazolo diminuisce la concentrazione plasmatica della teofillina, e ciò può diminuire l’effetto clinico atteso per la dose. Si raccomanda cautela nell’associazione di questi due farmaci.

Tacrolimus:

La co-somministrazione di lansoprazolo aumenta le concentrazioni plasmatiche di tacrolimus (un substrato del CYP3A4 e del P-gp). L’esposizione al lansoprazolo aumenta l’esposizione media al tacrolimus fino all’81%. Si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche del tacrolimus quando si inizia o si termina il trattamento concomitante con lansoprazolo.

Medicinali trasportati dalla P-glicoproteina:

E’ stato osservato che il lansoprazolo inibisce la proteina di trasporto P-glicoproteina (P-gp) in vitro. La rilevanza clinica di questo fatto non è nota.

Effetto di altri farmaci sul lansoprazolo:

Farmaci che inibiscono il CYP2C19:

Fluvoxamina:

Una riduzione della dose può essere considerata quando si associa il lansoprazolo con la fluvoxamina, un inibitore del CYP2C19. Le concentrazioni plasmatiche del lansoprazolo aumentano fino a 4 volte.

Farmaci che inducono il CYP2C19 ed il CYP3A4:

Gli induttori degli enzimi che agiscono sul CYP2C19 e sul CYP3A4 come la rifampicina e l’Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum), possono ridurre marcatamente le concentrazioni plasmatiche del lansoprazolo.

Altri:

Sucralfato/antiacidi:

Il sucralfato e gli antiacidi possono diminuire la biodisponibilità del lansoprazolo. Pertanto il lansoprazolo deve essere assunto almeno un’ora dopo l’assunzione di questi farmaci.

Non sono state dimostrate interazioni clinicamente significative del lansoprazolo con i FANS, benché non siano stati condotti studi formali di interazione.


04.6 Gravidanza e allattamento - Inizio Pagina

Gravidanza:

Per il lansoprazolo non sono disponibili dati clinici relativi a donne in gravidanza esposte. Studi negli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto o sviluppo post-natale.

Pertanto, l’uso di lansoprazolo in gravidanza non è raccomandato.

Allattamento:

Si ignora se il lansoprazolo venga escreto nel latte materno umano. Studi negli animali hanno mostrato un’escrezione del lansoprazolo nel latte.

La decisione se continuare o interrompere l’allattamento al seno o continuare o interrompere la terapia con lansoprazolo deve essere presa tenendo conto del beneficio dell’allattamento al seno per il bambino e del beneficio della terapia con lansoprazolo per la madre.


04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - Inizio Pagina

Possono comparire reazioni avverse al farmaco quali capogiri, vertigini, disturbi visivi e sonnolenza (vedere sezione 4.8). In queste condizioni la capacità di reagire può risultare diminuita.


04.8 Effetti indesiderati - Inizio Pagina

Le frequenze sono definite come: comuni (> 1/100, < 1/10); non comuni (> 1/1.000, < 1/100); rare (>1/10.000, <1/1.000); molto rare (<1/10.000).

Comuni Non comuni Rari Molto rari
Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitopenia, eosinofilia, leucopenia Anemia Agranulocitosi, pancitopenia
Disturbi psichiatrici Depressione Insonnia, allucinazioni, confusione
Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiri Irrequietezza, vertigini, parestesia, sonnolenza, tremore
Patologie dell’occhio Disturbi visivi
Patologie gastro-intestinali Nausea, diarrea, dolori di stomaco, stitichezza, vomito, flatulenza, secchezza delle fauci o della gola Glossite, candidiasi dell’esofago, pancreatite, disturbi del gusto Colite, stomatite
Patologie epato-biliari Aumenti dei livelli degli enzimi epatici Epatite, itterizia
Patologie della cute e del tessuto sotto-cutaneo Orticaria, prurito, eruzione cutanea Petecchie, porpora, perdita dei capelli, eritema multiforme, fotosensibilità Sindrome di Steven-Johnson, necrolisi epidermica tossica
Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo Artralgia, mialgia
Patologie renali e urinarie Nefrite interstiziale
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Ginecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento Edema Febbre, iperidrosi, angioedema, anoressia, impotenza Shock anafilattico
Esami diagnostici Aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi, iponatriemia

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04.9 Sovradosaggio - Inizio Pagina

Gli effetti del sovradosaggio del lansoprazolo nell’uomo non sono noti (benché la tossicità acuta sia probabilmente bassa) e, di conseguenza, non possono essere fornite istruzioni per il trattamento. Tuttavia, dosi giornaliere fino a 180 mg di lansoprazolo per os e fino a 90 mg di lansoprazolo per via endovenosa, sono state somministrate in studi clinici senza significativi effetti indesiderati.

Fare riferimento alla sezione 4.8 per i possibili sintomi del sovradosaggio da lansoprazolo.

In caso di sospetto sovradosaggio il paziente deve essere monitorato. Il lansoprazolo non viene significativamente eliminato mediante emodialisi. Se necessario, si raccomandano svuotamento gastrico, carbone attivo e terapia sintomatica.


05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE - Inizio Pagina

05.1 Proprietà farmacodinamiche - Inizio Pagina

Gruppo farmacoterapeutico: inibitori della pompa protonica.

Codice ATC: A02BC03.

Il lansoprazolo è un inibitore della pompa protonica gastrica. Esso inibisce lo stadio finale della formazione dell’acido gastrico inibendo l’attività dell’H+/K+ ATP-asi delle cellule parietali dello stomaco. Questa inibizione è dose-dipendente e reversibile e l’effetto si esplica sulla secrezione sia basale sia stimolata dell’acido gastrico. Il lansoprazolo si concentra nelle cellule parietali e diventa attivo nel loro ambiente acido, dove reagisce con i gruppi sulfidrilici dell’H+/K+ ATP-asi, causando inibizione dell’attività enzimatica.

Effetto sulla secrezione acida gastrica

Il lansoprazolo è in inibitore specifico della pompa protonica delle cellule parietali. Una dose orale unica inibisce di circa l’80% la secrezione acida gastrica stimolata dalla pentagastrina. Dopo somministrazioni giornaliere ripetute per 7 giorni, si raggiunge circa il 90% di inibizione della secrezione gastrica. Questo ha un effetto corrispondente sulla secrezione basale di acido gastrico. Una dose orale unica di 30 mg riduce la secrezione basale di circa il 70% ed i sintomi del paziente vengono di conseguenza alleviati già dalla prima dose. Dopo 8 giorni di somministrazioni ripetute la riduzione è di circa l’85%. Un rapido sollievo dei sintomi si ottiene con una capsula (30 mg) al giorno e la maggior parte dei pazienti con ulcera duodenale guarisce in 2 settimane, i pazienti con ulcera gastrica ed esofagite da reflusso in 4 settimane.


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05.2 Proprietà farmacocinetiche - Inizio Pagina

Il lansoprazolo è un racemo di due enantiomeri attivi che vengono metabolizzati nella forma attiva nell’ambiente acido delle cellule parietali. Poiché il lansoprazolo viene rapidamente inattivato dall’acido gastrico, viene somministrato per via orale in forma gastro-protetta per consentirne l’assorbimento sistemico.

Assorbimento e distribuzione

Il lansoprazolo presenta un’elevata biodisponibilità (80-90%) con dose unica. Il picco dei livelli plasmatici compare entro 1,5-2 ore. L’ingestione di cibo rallenta il tasso di assorbimento del lansoprazolo e ne riduce la biodisponibilità di circa il 50%. Il legame con le proteine plasmatiche è del 97%.

Gli studi hanno dimostrato che i granuli delle capsule aperte danno un’AUC equivalente a quella delle capsule intatte, se i granuli vengono sospesi in piccole quantità di succo d’arancia o mela o pomodoro, mischiati con un cucchiaio di purea di mele o pere o dispersi in un cucchiaio di yogurt, di budino o di formaggio molle. È stata dimostrata un’AUC equivalente anche per i granuli in sospensione in succo di mela, somministrato mediante sondino naso-gastrico.

Metabolismo ed eliminazione

Il lansoprazolo viene ampiamente metabolizzato dal fegato e i metaboliti vengono escreti sia per via renale sia per via biliare. Il metabolismo del lansoprazolo viene catalizzato principalmente dall’enzima CYP2C19. Anche l’enzima CYP3A4 contribuisce al metabolismo. L’emivita dell’eliminazione plasmatica varia da 1 a 2 ore dopo dosi uniche o ripetute in volontari sani. Non vi è evidenza di accumulo dopo dosi ripetute in volontari sani. Sono stati identificati nel sangue derivati sulfonici, sulfidrilici e 5-idrossilici del lansoprazolo. Questi metaboliti hanno un’attività anti-secretoria nulla o molto scarsa.

Uno studio con lansoprazolo marcato con C14 ha indicato che circa un terzo della sostanza radioattiva somministrata è stato escreto nelle urine e i due terzi sono stati recuperati nelle feci.

Farmacocinetica nei pazienti anziani

La clearance del lansoprazolo diminuisce negli anziani, con una emivita di eliminazione aumentata dal 50% al 100% circa. I livelli di picco plasmatico non aumentano negli anziani.

Farmacocinetica in pazienti pediatrici

La valutazione della farmacocinetica in bambini da 1 a 17 anni ha mostrato un’esposizione simile a quella degli adulti con dosi di 15 mg per i soggetti al di sotto di 30 kg di peso e di 30 mg per quelli al di sopra. Anche lo studio di una dose di 17 mg/mq di superficie corporea o di 1 mg/kg peso ha dimostrato una esposizione al lansoprazolo in bambini di 2-3 mesi fino ad un anno di età comparabile rispetto a quella degli adulti.

Una esposizione al lansoprazolo più elevata rispetto agli adulti è stata vista in bambini al di sotto di 2-3 mesi con dosi di 1,0 mg/kg e di 0,5 mg/kg somministrate in dosi uniche.

Farmacocinetica nell’insufficienza epatica

L’esposizione al lansoprazolo è doppia in pazienti con lieve compromissione epatica ed è molto più aumentata in pazienti con compromissione moderata o grave.

Metabolizzatori lenti del CYP2C19

Il CYP2C19 è soggetto a polimorfismo genetico e il 2-6% della popolazione, definito come metabolizzatore lento, è omozigote per un allele mutante del CYP2C19 e pertanto manca di un enzima CYP2C19 funzionante. L’esposizione al lansoprazolo è diverse volte più elevata nei metabolizzatori lenti che nei metabolizzatori veloci.


05.3 Dati preclinici di sicurezza - Inizio Pagina

I dati preclinici, basati su studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute, tossicità riproduttiva e genotossicità, non hanno rivelato particolari rischi per l’uomo.

In 2 studi di carcinogenicità nel ratto, il lansoprazolo ha prodotto iperplasia dose-dipendente delle cellule gastriche ECL e carcinoidi delle cellule ECL associati con ipergastrinemia dovuta ad inibizione della secrezione acida. E’ stata osservata anche metaplasia intestinale come iperplasia delle cellule di Leydig e tumori benigni delle cellule di Leydig. Dopo 18 mesi di trattamento è stata osservata atrofia retinica. Questo non è stato visto in scimmie, cani e topi.

In studi di carcinogenicità nel topo si sono sviluppati iperplasia dose-dipendente delle cellule gastriche ECL e così pure tumori epatici e adenomi della rete-testis

La rilevanza clinica di queste alterazioni è sconosciuta.


06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - Inizio Pagina

06.1 Eccipienti - Inizio Pagina

Contenuto delle capsule: idrossipropilmetilcellulosa (E464), copolimero dell’acido metacrilico/etilacrilato (1:1), talco (E553b), titanio diossido (E171), macrogol, silice colloidale anidra, sfere di zucchero (saccarosio, amido, talco, caolino).

Involucro delle capsule da 30 mg: gelatina, azorubina (E122), indigo carmine (E132), titanio diossido (E171).

Involucro delle capsule da 15 mg: gelatina, chinolina gialla (E104), ossido di ferro giallo (E172), titanio diossido (E171).

Inchiostro: shellac (E904), ossido di ferro nero (E172), lecitina di soia (E322), antischiuma DC 1510.


06.2 Incompatibilità - Inizio Pagina

Non pertinente.


06.3 Periodo di validità - Inizio Pagina

18 mesi.


06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - Inizio Pagina

Non conservare al di sopra di 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità.


06.5 Natura e contenuto della confezione - Inizio Pagina

Lansoprazolo Ranbaxy 15 mg: 14, 28, 30, 56, 84, 98 e 100 capsule in confezione-blister di Al/PVC/PA//Al o Al/LDPE.

Lansoprazolo Ranbaxy 30 mg: 2, 7, 14, 28, 30, 42, 56, 98 e 100 capsule in confezione-blister di Al/PVC/PA//Al o Al/LDPE.


06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - Inizio Pagina

Nessuna istruzione particolare.


07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

Ranbaxy Italia S.p.A – Piazza Filippo Meda, 3 – 20121 MILANO


08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - Inizio Pagina

Lansoprazolo Ranbaxy 15 mg capsule rigide gastroresistenti AIC n°: 037529017/M

Lansoprazolo Ranbaxy 30 mg capsule rigide gastroresistenti AIC n°: 037529171/M


09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - Inizio Pagina

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10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - Inizio Pagina

01/09/2007