Principio attivo: L-3,5-dibromotirosina mg 300.
- [Vedi Indice]Ipertiroidismi funzionali.
Ipersensibilità alle sostanze bromate o sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico; generalmente controindicato in gravidanza e durante l'allattamento (vedi "Gravidanza e allattamento").
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Poiché non sono noti dati relativi al passaggio del farmaco nel latte, appare opportuno, come per gli altri antitiroidei, evitare l'allattamento al seno durante il trattamento con Bromotiren.
La stabilità della molecola rende improbabile la comparsa di segni di tossicità da bromo.
Eventuali intossicazioni acute volontarie o accidentali richiedono terapie sintomatiche.
La DBT differisce dai tireostatici maggiori dei quali non condivide né la potenza d'azione, né il profilo tossicologico.
Le evidenze sperimentali suggeriscono che la DBT ridurrebbe competitivamente la sintesi di tironine iodate contribuendo alla sintesi di tironine non iodate, presumibilmente bromate. Queste ultime, inattive dal punto di vista funzionale, conserverebbero tuttavia la capacità di controllare il feedback ipofiso-tiroideo. Per questa via la sostanza eserciterebbe un'azione di freno sulla produzione ipofisaria di TSH, che si rende evidente soprattutto quando la DBT viene associata a un tireostatico maggiore.
Gli effetti predetti sono da attribuirsi alla molecola e non al bromo in essa contenuto perché non si riproducono con dosi equivalenti di bromuro sodico.
La riduzione della tiroxinemia e l'azione frenante a livello ipotalamo-ipofisario si traducono in campo clinico in una regressione delle turbe sintomatologiche ottenibile con DBT negli ipertiroidismi di lieve e media gravità, e rendono la DBT un razionale farmaco di associazione nell'ipertiroidismo di maggiore gravità.
La DBT mostra un elevato tropismo per la tiroide, infatti comparando le concentrazioni di sostanza marcata si rileva che la tiroide presenta concentrazioni 4 volte superiori a quelle riscontrabili nel sangue, nelle urine e nei vari organi nelle prime 6 ore dopo somministrazione orale.
Il trattamento ripetuto nel ratto per via intraperitoneale, per 36 giorni alle dosi di 150 e 750 mg/kg/die e, per via orale, per 25 settimane alla dose di 600 mg/kg, non ha determinato effetti tossici. Il prodotto non presenta azione mutagena né teratogena.
Astuccio contenente 30 compresse da 300 mg
Via San Michele degli Scalzi, 73 - 56100 Pisa (PI)
Prima commercializzazione: 1960.