Principi attivi: cloramfenicolo g 1; idrocortisone acetato g 0,5.
Pomata 2° grado -100 g contengono:
Principi attivi: cloramfenicolo g 2; idrocortisone acetato g 2,5.
Gocce-100 ml contengono:
Principi attivi: cloramfenicolo g 1; idrocortisone caprilato g 0,5.
- [Vedi Indice]-Indicazioni dermatologiche: dermatiti sensibili ai corticosteroidi per uso topico accompagnate da sovrainfezioni batteriche sensibili al cloramfenicolo. Dermatiti batteriche da germi sensibili al cloramfenicolo accompagnate da evidente reazione infiammatoria.
-Indicazioni oculistiche: infezioni oculari causate da germi sensibili al cloramfenicolo nei casi in cui sia utile associare l'azione antiinfiammatoria dell'idrocortisone.
-Indicazioni otologiche: infezioni del canale uditivo esterno da germi sensibili al cloramfenicolo ed accompagnate da evidenti reazioni infiammatorie.
-Oculistica: 1-3 applicazioni al giorno di pomata di 1° grado, oppure 2 gocce 3-4 volte al giorno nel sacco congiuntivale. Nell'uso pediatrico si consiglia di utilizzare la pomata di 1° grado.
-Otoiatria: instillare 2-3 gocce, 3-4 volte al giorno, nel condotto uditivo esterno, dopo accurata pulizia mediante cotone idrofilo sterile.
Ipersensibilità nota verso i componenti. Tubercolosi cutanea, Herpes simplex ed Herpes zoster, varicella ed altre malattie micotiche e virali della cute da trattare. Acne rosacea. Ulcere cutanee. Perforazione della membrana timpanica.
Non utilizzare la tecnica del bendaggio occlusivo, a meno che sia espressamente prescritto dal Medico.
04.3 Controindicazioni oculistiche
Ipersensibilità nota verso i componenti. Ipertensione oculare. Herpes simplex acuto ed altre malattie virali della cornea; congiuntiviti con cheratite ulcerativa anche in fase iniziale (test fluorescina +). Tubercolosi e micosi dell'occhio; oftalmie acute, congiuntiviti e blefariti purulente ed erpetiche che possono essere aggravate dai corticosteroidi. Orzaiolo.
I cortisonici possono mascherare una reazione locale d'ipersensibilità al cloramfenicolo. L'uso eccessivo del prodotto, come in caso di trattamento in zone estese o per terapie prolungate, può determinare fenomeni generali da assorbimento sistemico.
È consigliabile non usare il cloramfenicolo nella chemioprofilassi o nella terapia di infezioni banali. Limitare la somministrazione dell'antibiotico al periodo strettamente necessario, possibilmente non oltre 2 settimane. Nel corso del trattamento è opportuno eseguire esami ematici mirati per mettere in luce le prime alterazioni che possano segnalare una depressione del midollo osseo. La somministrazione di cloramfenicolo, a dosi elevate e per terapie prolungate e ripetute, può infatti indurre l'insorgenza di una grave sindrome di anemia aplastica, rilevabile anche dopo settimane o mesi dalla sospensione del trattamento. È possibile anche un abbassamento del tasso di protrombina per inibizione della flora batterica intestinale produttrice di vitamina K1 . L'uso topico, specie se prolungato, può dare origine a fenomeni di sensibilizzazione; in tale evenienza interrompere il trattamento ed adottare una terapia idonea. Sono stati descritti rari casi di ipoplasia midollare in seguito ad impiego protratto di cloramfenicolo, per uso topico. Per tale motivo il prodotto va usato per brevi periodi salvo esplicita indicazione del Medico. Nei prematuri e nei neonati sino a 4 settimane, per l'inattività della glicurono-coniugazione, usare particolare cautela nel dosaggio (in media 25 mg/kg/die da somministrarsi ogni 6 ore).
Nei pazienti con compromissione della crasi ematica, il cloramfenicolo va impiegato con notevole cautela: in ogni caso, nelle terapie prolungate o ripetute, sorvegliare frequentemente la crasi ematica, interrompendo immediatamente il trattamento se i leucociti diminuiscono al di sotto di 4000 per mm3 e i granuloci del 40% (a meno che non si tratti di infezioni di per sé leucopenizzanti come la febbre tifoide); è peraltro possibile la comparsa di complicanze tardive.
Nei pazienti con insufficienza epatica o renale, in conseguenza delle ridotte capacità di metabolizzare ed eliminare il farmaco, la posologia va adeguata caso per caso. Il trattamento con cloramfenicolo, come con altri antibiotici, può dare luogo a superinfezioni da agenti batterici insensibili o da miceti.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
-alcool (effetto abuso),
-anticoagulanti orali, il cui effetto viene potenziato. Se non è possibile evitare l'associazione, controllare più frequentemente il tasso di protrombina e modificare adeguatamente la posologia dell'anticoagulante fino a 8 giorni dalla sospensione del trattamento con cloramfenicolo,
-difenilidantoina o fenobarbital (rischio di sovradosaggio). Se non è possibile evitare l'associazione, effettuare una stretta sorveglianza clinica con dosaggio dei livelli di difenilidantoina ematici e conseguente adattamento della posologia durante e dopo l'interruzione di cloramfenicolo,
-sulfamidici ipoglicemizzanti (tolbutamide e farmaci simili). Per evitare il pericolo di ipoglicemia adattare la posologia dell'ipoglicemizzante sia durante il trattamento con cloramfenicolo che dopo la sua sospensione.
-Discrasie ematiche dovute a depressione del midollo osseo: sono stati descritti casi di trombocitopenia, agranulocitosi, anemia ipoplastica o aplastica.
Si tratta generalmente di manifestazioni in rapporto alla dose e reversibili alla sospensione del trattamento; tuttavia, in rarissimi casi, tali manifestazioni possono presentarsi senza relazione ai dosaggi ed avere carattere irreversibile.
-Manifestazioni gastroenteriche: raramente possono comparire nausea, vomito, glossite, stomatite, diarrea, enterocolite.
-Manifestazioni neurotossiche: rarissimi casi di neurite, ottica o periferica, sono stati riportati in pazienti trattati per lungo tempo e a dosi elevate.
-Reazioni di ipersensibilità: è possibile l'insorgenza di febbre, eruzioni cutanee, fenomeni anafilattici.
Reazioni di tipo Jarisch-Herxheimer si sono verificate durante trattamento della febbre tifoide.
-Sindrome grigia: nei prematuri e nei neonati è stata descritta questa sindrome che si manifesta, dopo 3-4 giorni di trattamento a dosi elevate, con distensione addominale e cianosi pallida progressiva e che può evolvere anche con gravi disfunzioni cardiocircolatorie ed exitus.
L'idrocortisone è un corticosteroide topico ad azione antiinfiammatoria e vasocostrittrice. Come gli altri cortisonici riduce la flogosi sia riducendo la permeabilità vasale, e quindi l'edema, sia stabilizzando la membrana liposomiale delle cellule che partecipano alla reazione infiammatoria.
L'idrocortisone, uno dei due corticosteroidi fisiologicamente più importanti e biologicamente attivi nell'uomo, è il prototipo dei glucocorticoidi. I glucocorticoidi hanno la capacità di prevenire o sopprimere le manifestazioni biochimiche e quindi anatomo-patologiche del fenomeno infiammatorio comunque indotto. Parallelamente la loro azione si esplica verso i fenomeni patologici determinati da meccanismi immunologici.
Come è noto, il fenomeno infiammatorio si esplica attraverso fasi schematicamente suddivisibili in una fase acuta (edema, deposizione fibrinica, dilatazione capillare, migrazione leucocitaria verso il focolaio infiammatorio, attività.macrofagica) ed una fase più tardiva (proliferazione di capillari e fibroblasti, deposizione di collagene, epitelizzazione e cicatrizzazione): l'azione dei corticosteroidi si svolge a carico di entrambe le fasi.
Il cloramfenicolo è un antibiotico attivo contro numerosi batteri Gram-positivi e Gram-negativi, mentre è inattivo nei confronti dei funghi. Agisce principalmente legandosi reversibilmente alla sub-unità ribosomiale 50S, inibendo così la sintesi proteica. Le specie microbiche generalmente sensibili (CMI £ 5 mg/ml) sono: Streptococchi (gruppi A e B), Streptococcus pneumoniae (Pneumococco), Neisseria gonorrhoeae (Gonococco), Neisseria meningitidis (Meningococco); Bacillus subtilis, Corynebacterium, Listeria; Salmonella, Shigella, Brucella, Pasteurella, Haemophilus, Compybacter, Vibrio; Anaerobi (Bacterioides, Clostridium, Fusobacterium, Aeromonas); Rickettsie, Mycoplasma, Chlamydiae.
Specie non sempre sensibili: Staphilococchi, Enterococchi, Colibacilli, Klebsiella, Proteus.
Sono invece resistenti (CMI ³ 25 mg/ml): Serratia, Acinetobacter, Pseudomonas.
Dopo 8 somministrazioni ripetute di 1 g ogni 6 ore, si sono ottenuti i seguenti picchi sierici medi:
- 11,2 mcg/ml dopo 1 ora dalla prima somministrazione.
- 18,4 mcg/ml dopo la quinta somministrazione (effetto accumulo).
Il cloramfenicolo si diffonde rapidamente ma la sua distribuzione non è uniforme. Le concentrazioni maggiori si trovano nel fegato e nel rene; le concentrazioni minori si trovano nel cervello e nel liquido cerebro-spinale. Il cloramfenicolo penetra nel liquido cerebro-spinale anche in assenza di stato infiammatorio della meninge e raggiunge concentrazioni pari a circa la metà di quelle del sangue. Livelli misurabili si ritrovano anche nei liquidi pleurico e ascitico, nella saliva, nel latte e negli umori acqueo e vitreo.
Inoltre passa la barriera placentare a concentrazioni di poco inferiori nel cordone ombelicale del neonato rispetto al sangue materno.
Il cloramfenicolo viene rapidamente metabolizzato a livello epatico soprattutto in derivati con acido glicuronico, microbiologicamente inattivi.
Poiché il glicuronide è escreto rapidamente, la maggior parte del cloramfenicolo ritrovato nel sangue è nella forma libera. Circa il 90% della dose somministrata è eliminata per via renale. Piccole quantità si trovano nella bile (2-3%) e nelle feci (1%).
L'emivita del cloramfenicolo è di circa 3 ore.
L'idrocortisone è ben assorbito dalle sedi di applicazione locale. Il passaggio attraverso le membrane cellulari di rivestimento avviene in modo sufficientemente adeguato da indurre effetti farmacologici e quindi terapeutici. Nel sangue l'idrocortisone è legato per il 90% reversibilmente con le proteine. La sua emivita plasmatica è di circa 1,5 ore; la sua emivita biologica, cioè la capacità di indurre fenomeni farmacologici si estende tra le 8 e le 12 ore. La degradazione enzimatica del cortisolo fino a sulfatidi o glucoronidi avviene nel fegato e parzialmente nel rene.
Generalmente sia il cloramfenicolo che l'idrocortisone vengono assorbiti solo in piccole quantità. Un assorbimento più evidente può essere condizionato dalla sede di applicazione, dall'estensione del tratto di cute da trattare, dal tipo di lesione e dalla durata del trattamento.
Paraffina liquida; lanolina anidra; vaselina bianca.
Pomata 2° grado
Paraffina liquida; lanolina anidra; vaselina bianca.
Gocce 7,5%/5 ml
Olio di ricino q.b. a ml 3.
Tubo in alluminio e capsula di chiusura in politene-Tubo 3 g
Pomata 2° grado
Tubo in alluminio e capsula di chiusura in politene-Tubo 20 g
Gocce - Flacone in vetro ambrato - Flacone 3 ml
Centro Direzionale Milano Oltre
Palazzo Caravaggio, Via Cassanese, 224 - 20090 Segrate (MI)
Pomata 2° grado AIC n. 010495051
Gocce AIC n. 010495063